Umberto Eco: la memoria è un’arte da coltivare

umberto eco

Oggi, anniversario della sua nascita, ricordiamo Umberto Eco per il suo saggio consiglio di allenare la memoria. Lo dispensò in una lettera scritta al nipote, sottolineando quali sono rischi di una memoria poco allenata e quali i vantaggi per la nostra esistenza

L’anniversario della nascita di Umberto Eco ci dà la possibilità, non solo di ricordare questo grande intellettuale di fama mondiale, ma anche di prendere spunto dal suo saggio pensiero circa l’importanza di coltivare la memoria.

Imparare a memoria era per lui una vera e propria arte, per condurre una vita più sana e felice. E’ infatti il consiglio che dispensa al nipote, in una lettera scritta durante il Natale del 2014. Lo scrittore era preoccupato che il nipote (e per estensione tutti i giovani) non esercitasse a sufficienza la memoria e quindi le proprie capacità cognitive, anche a causa dell‘onnipresenza della tecnologia.

In questa famosa lettera, pubblicata poi dall‘Espresso, Eco consiglia al nipote di imparare a memoria ogni mattina qualche verso, una breve poesia o anche le formazioni dei calciatori. Insomma, non importa cosa. L’importante è che la mente sia tenuta allenata.

Sottolinea infatti quali sono i rischi di una memoria poco allenata e quali, al contrario i vantaggi per la nostra esistenza.

I rischi di una memoria poco allenata

Innanzitutto, non esercitando la memoria, il primo rischio è diventare dipendenti da internet e sostituire la vita reale con quella virtuale. Secondo Eco, nell‘ambito della conoscenza, Internet non può prendere il posto del nostro cervello, così come i social network non possono sostituirsi al conoscere una persona dal vivo. Ed è davvero da sciocchi restare a guardare scorrere la propria vita dietro uno schermo.

“Posso raccomandarti, se per caso capiti sulle centinaia di siti porno che mostrano il rapporto tra due esseri umani, o tra un essere umano e un animale, in mille modi, cerca di non credere che il sesso sia quello, tra l’altro abbastanza monotono, perché si tratta di una messa in scena per costringerti a non uscire di casa e guardare le vere ragazze“.

In secondo luogo, avere sempre a portata di mano tecnologia, comporta il rischio di perdere il gusto di ricercare, sapere e ricordare. E poiché noi siamo anche quello che conosciamo, questa diminuzione della voglia di assimilare, potrebbe generare un’apatia intellettuale, un impoverimento dei nostri contenuti e di conseguenza un abbassamento dell’autostima.

“È vero che se ti viene il desiderio di sapere chi fosse Carlo Magno o dove stia Kuala Lumpur non hai che da premere qualche tasto e Internet te lo dice subito. Fallo quando serve, ma dopo che lo hai fatto cerca di ricordare quanto ti è stato detto per non essere obbligato a cercarlo una seconda volta se per caso te ne venisse il bisogno impellente, magari per una ricerca a scuola”.

E ancora:

“Il rischio è che, siccome pensi che il tuo computer te lo possa dire a ogni istante, tu perda il gusto di mettertelo in testa. Sarebbe un poco come se, avendo imparato che per andare da via Tale a via Talaltra, ci sono l’autobus o il metro che ti permettono di spostarti senza fatica tu pensi che così non hai più bisogno di camminare”.

Umberto Eco sostenveva che negli ultimi anni la scuola avesse smesso di far imparare a memoria, credendo forse di ridurre fastidi e fatiche, ma riducendo così anche i piaceri.

I vantaggi di imparare a memoria

Passiamo ora a quelli che sono, secondo il semiologo, i vantaggi di avere la memoria allenata.

Prima di tutto, imparare a memoria va in soccorso agli studenti durante le interrogazioni ed è per loro fonte di soddisfazione ricordare date, nomi e versi, senza l’aiuto del manuale. Allo stesso tempo, soccorre gli insegnanti che, durante la lezione possono guardare negli occhi gli alunni, coinvolgendoli maggiormente nella spiegazione, anziché tenere gli occhi fissi su libri, schemi e appunti.

In secondo luogo, memorizzare le informazioni ci fa guadagnare tempo prezioso, perchè non siamo costretti ad andare a ricercarle, più e più volte. Infatti, le informazioni che leggiamo senza assimilare, vengono dopo un pò restituite alla loro perpetua reperibilità, ma perse per sempre dalla nostra mente.

Inoltre, siccome invecchiando, c’è il rischio per tutti di imbattersi nell’Alzheimer, uno dei metodi per evitare o ritardare questo morbo è appunto quello di allenare costantemente la memoria, oltre che dormire a sufficienza.

Infine, secondo Umberto Eco, avere una buona memoria storica permette di vivere più vite. Infatti, solo dopo aver fatto lo sforzo di memorizzare date, nomi ed eventi, possiamo dire di possederli davvero e farli rivivere ogni volta che vogliamo.

“Vedrai come la tua testa si popolerà di personaggi, storie, ricordi di ogni tipo […] La scuola dovrebbe insegnarti a memorizzare quello che è accaduto prima della tua nascita[…[ Questo non lo puoi fare solo su libri e riviste. Lo si fa benissimo anche su Internet. Che è da usare non solo per chattare con i tuoi amici ma anche per chattare (per così dire) con la storia del mondo”.

E ancora:

“Verrà il giorno in cui sarai anziano e ti sentirai come se avessi vissuto mille vite, perché sarà come se tu fossi stato presente alla battaglia di Waterloo, avessi assistito all’assassinio di Giulio Cesare […] Altri tuoi amici, che non avranno coltivato la loro memoria, avranno vissuto invece una sola vita, la loro, che dovrebbe essere stata assai malinconica e povera di grandi emozioni”.