Una finestra sull’arte dei liutari

Una finestra sull’arte dei liutari

L’arte degli antichi mestieri è ancora viva a Napoli. Il caso dei liutari

Mentre passeggio per le vie del Centro Storico, la mia attenzione è catturata da una finestra che affaccia su Piazza San Domenico Maggiore. Mi sporgo al suo interno e conosco Truciolo, il gatto di Gaetano Pucino, storico liutaio di Napoli.

La bottega “Liutarte” del Maestro Pucino

La sua bottega,”Liutarte“, affascina turisti provenienti da tutto il mondo. Grazie alla sua disponibilità e alla posizione privilegiata sulla strada riesce a far conoscere un mestiere alquanto insolito.

Da oltre vent’anni, dal 1999, trasmette le sue conoscenze e la sua arte a numerosi allievi. La bottega è spaziosa e con un solo sguardo è possibile ammirare tutti gli strumenti del mestiere, dalla legna alla colla, dalla vernice a numerosi utensili.

Gaetano Pucino si occupa personalmente di ogni fase della creazione dei suoi prodotti, dalla selezione dei materiali alla progettazione e alla scelta dei colori. È indubbiamente un vero artista, il suo mestiere è uno dei più antichi e prestigiosi nel panorama lavorativo italiano.

I lavori del Maestro Pucino sono caratterizzati da un distintivo colore rossiccio giallastro. Realizza viole, violoncelli, violini ed altri strumenti ad arco.

Una domanda nasce spontanea: un liutaio deve saper suonare? La risposta è no! Anche se alcuni liutai possono essere musicisti e suonare gli strumenti che costruiscono, non è una competenza essenziale. Tuttavia, può essere un vantaggio in quanto consente loro di comprendere meglio le esigenze dei clienti.

Il Maestro Pucino, sebbene non sia nato musicista, non può fare a meno della musica. Pertanto, si dedica con passione alla costruzione dei violini.

La Liuteria Calace, l’arte in famiglia

Vico San Domenico Maggiore 9 non ospita soltanto il Maestro Pucino, ma si coltivano anche le antiche tradizioni liutarie per la creazione di mandolini napoletani e altri strumenti.

Fondata nel 1825, la Liuteria Calace ha una lunga storia di trasmissione delle competenze liutarie da generazione a generazione. Raffaele Calace, con il suo straordinario talento, ha contribuito in modo significativo allo sviluppo del mandolino. Non è soltanto un rinomato concertista di liuto cantabile ma ha anche diretto la rivista “Musica Moderna“.

Il Maestro Calace ha dedicato tempo e sforzi per studiare e perfezionare il mandolino, portandolo alla sua forma attuale ed è stato anche editore delle sue opere.

La famiglia Calace continua a lavorare instancabilmente per garantire che i loro strumenti siano non solo armonicamente perfetti ma anche resistenti ai cambiamenti climatici.

È comprensibile che nel 2024 le tradizioni e gli antichi mestieri stiano affrontando sfide significative a causa di diversi fattori, tra cui la mancanza di ricambio generazionale, l’automatizzazione industriale e i progressi nell’intelligenza artificiale. Questi cambiamenti possono mettere a rischio la sopravvivenza di mestieri artigianali e tradizioni secolari.

Artisti e maestri come Pucino e Calace, che preservano antiche tradizioni liutarie, sono figure fondamentali per mantenere vive queste arti. La loro abilità e passione contribuiscono a tramandare conoscenze e tecniche che altrimenti potrebbero andare perdute. La sfida è trovare un equilibrio tra la modernizzazione e la conservazione delle tradizioni.

Passeggiare per le vie del Centro Storico, partendo da Piazza Dante e attraversando luoghi come via San Sebastiano fino a Piazza San Domenico Maggiore, è un’esperienza che offre un’immersione nella storia, nei profumi e nei sapori della tradizione.

Tutelare questi luoghi, promuovere tali tradizioni, creando un connubio tra anziani artigiani e nuove generazioni, è fondamentale per mantenere viva l’identità culturale di una comunità.

Valorizzarle può anche contribuire al turismo culturale, portando nuove opportunità economiche alla comunità locale.

Napoli non è solo sapori ma anche vecchi mestieri che prendono forma tra i vicoli della città e ne mantengono le tradizioni.

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