“Una pe’ bevere e ‘n’ata pe’ sciacqua’”

Una pe' bevere e 'n'ata pe' sciacqua'

Il modo di dire che equivale a una minaccia

Anche le persone più solari ed amichevoli possono arrivare ad un’arrabbiatura così clamorosa da esplodere e finire col dire a qualcuno le cose più sgradevoli o addirittura aggredirlo fisicamente.

Se questo accade a Napoli è possibile che la persona adirata abbia promesso al suo interlocutore di dargliene “Una pe’ bevere e ‘n’ata pe’ sciacqua’”.

Questo curioso modo di dire, che significa “Una per bere e un’altra per sciacquare”, deriva da un gioco di carte che gli antichi romani facevano nelle osterie, chiamato poi in tempi più recenti Passatella.

Cicerone, Catone ed Orazio giocavano alla Passatella?

Anche gli illustri scrittori latini erano dei veri appassionati di questo gioco che da Roma si diffuse in tutta l’Italia e anche a Napoli.

Nel gioco della Passatella, con una conta si eleggeva il “capo” ed il “sottocapo”, i quali decidevano chi dei presenti al tavolo poteva bere il vino e chi invece poteva solo assaggiarlo sciacquandosi a stento la bocca.

Siccome lo scopo del gioco era umiliare una persona e farla diventare lo zimbello del gruppo, durante il giro di bottiglia ognuno era libero di pronunciare nei confronti di chi era stato messo “sotto” qualsiasi improperio e, data la mancanza di inibizione dovuta all’aumento progressivo del vino bevuto, si arrivava ad offese pesantissime che talvolta facevano finire il gioco in rissa.

Alla Passatella partecipavano non solo comitive di amici ma anche rivali in affari o in amore e questo comportava che quasi sempre si degenerasse in duelli e accoltellamenti.

Non era raro che la domenica e nei giorni di festa, quando gli uomini si riunivano nelle osterie per bere e giocare a carte, alla fine del gioco ci scappasse il morto.

Per questo motivo, negli anni ’20 dello scorso secolo, il gioco fu proibito dalle autorità con sanzioni che andavano dalla multa al carcere sia contro chi partecipava sia contro chi lo permetteva nel proprio locale.

A cosa si deve la nascita del detto “Una pe’ bevere e ‘n’ata pe’ sciacqua’”, dunque?

Da questo gioco deriva il detto “Una pe’ bevere e ‘n’ata pe’ sciacqua’”, riferito a qualcuno che riceverà una sonora lezione durante la quale prima gli verrà detto tutto quello che si pensa sul suo conto, offendendolo ed umiliandolo, poi a seconda dei casi, si passerà alle vie di fatto con esiti molto pericolosi.

Un modo di dire che non promette nulla di buono insomma.

Per questo motivo, qualora vi dovesse arrivare la voce che qualcuno a Napoli ve ne vuole dare “Una pe’ bevere e ‘n’ata pe’ sciacqua’”, vi converrà stargli alla larga perché quasi certamente non è ad una bevuta di vino che il vostro interlocutore si sta riferendo.

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