Rossi c’è, c’è stato e ci sarà ancora. L’addio ufficiale di un campione intramontabile

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Il campione pesarese, nel corso della conferenza stampa straordinaria indetta quest’oggi, ha annunciato il ritiro dalle corse a fine stagione, mettendo fine ad una strepitosa carriera lunga 25 anni

Mancava solo l’ufficialità, adesso abbiamo anche quella. Valentino Rossi dice addio alle corse e lo fa senza troppi giri di parole. La notizia, a dire il vero, era nell’aria già da qualche giorno. Nostradamus non si sarebbe neppure scomodato.

Il Dottore complice, probabilmente, il peggior inizio di stagione della sua carriera ha pensato fosse arrivato il momento di farsi da parte. Del resto, il centauro di Tavullia alle domande della stampa relative al suo futuro, ha sempre ribattuto che la risposta sarebbe arrivata dai suoi ultimi risultati in gara.

E dunque, basandoci esclusivamente sui numeri, possiamo renderla più semplice: miglior piazzamento, 10° al Mugello; quattro volte a punti su nove gare; tre ritiri e due zeri. 17 punti accumulati e 19esima posizione in campionato.

Il 2021, come detto, è in assoluto il peggior inizio di stagione nella carriera di Valentino Rossi e, a prescindere dalle difficoltà a trovare il feeling con la sua M1 e dal livello, sempre più alto, dei suoi avversari, i numeri evidentemente hanno portato consiglio:

E’ stata una decisione difficile, ma bisogna capirla. In tutti gli sport i risultati fanno la differenza e credo che quella di ritirarmi a fine stagione sia la scelta giusta. Due anni fa non ero ancora pronto a ritirarmi, dovevo provarle tutte. Ora sono in pace con me stesso. Questo è il momento giusto. Rimpianti? Non ne ho. Correre con Ducati è stato difficile, ma è stata comunque una grande sfida. Pilota italiano su moto italiana, se fossimo riusciti a vincere sarebbe stato qualcosa di storico”

Valentino Rossi, Conferenza Stampa GP Austria

Dopo l’annuncio del ritiro, la MotoGP ha preparato un video per ripercorrere i 25 anni di carriera del Dottore. Un omaggio che ha commosso Valentino, gli occhi lucidi non mentivano.

Valentino no limits

Una carriera oltre ogni limite. Il cui unico motivo ricorrente è stato quel “Vado al massimo” cantato dal Vasco a lui tanto caro.

Nato il 16 febbraio del 1979, è tra i piloti più titolati del motociclismo, in virtù dei nove titoli mondiali conquistati, cinque dei quali vinti consecutivamente tra il 2001 e il 2005. É, inoltre, l’unico pilota nella storia del motomondiale ad aver vinto il titolo in quattro classi differenti: 125, 250, 500 e MotoGP. Dal 2014 è proprietario dello SKY Racing Team VR46.

Gli anni passano per tutti

Il ritiro di Rossi dalle gare di Motogp, apre una ferita molto profonda nel cuore degli appassionati. Una ferita che trascende lo sport: tutti, oggi, facciamo i conti con la nostra età. E Valentino ce lo ha ricordato prepotentemente.

Nell’immaginario collettivo, VR46 resterà sempre quel ragazzo di Tavullia che, a 16 anni, ha fatto irruzione nelle case degli italiani. É stato figlio di tutte le mamme, nipote di tutte le nonne. Eterno Peter Pan del popolo italiano.

Al diavolo la filosofia circa l’impermanenza della vita. Inutile dire che tutto scorre, muta e cambia. Inutile dire che siamo governati da un flusso continuo ed inarrestabile che alimenta l’intero Universo dalla notte dei tempi. Tutto questo, oggi, proprio non consola.

Il cambiamento spesso è invisibile, avviene ad un livello sottile ed impercettibile dell’esistenza, e questo rende la pillola più dolce. Non oggi però! L’addio di Rossi ci invita a fare i conti con la cruda realtà. Oggi quella pillola ha un sapore amaro.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.