Vesuvio erutta, ancora ed ancora!

Vesuvio erutta, Napoli Coppa Italia Basket

Ancora una volta a Napoli si canta Vesuvio erutta

Shock all’Inalpi Arena di Torino. Sono stati ripresi dalle telecamere di DAZN dei napoletani rubare la retina del canestro dell’impianto sportivo. Arrestateli! Sempre questi napoletani che rubano oh! E’ vero, lo abbiamo fatto, ma sul campo e non immeritatamente, perché con la grinta che contraddistingue questa squadra abbiamo scippato la speranza a Milano di vincere un titolo quest’anno. Oddio, il campionato è ancora aperto ma nel frattempo la Coppa Italia viene da noi.

Sapete cosa vuol dire tagliare la retina di un canestro e portarla a casa? Vuol dire vittoria. Sapete cosa rappresenta la gioia di un gruppo di ragazzi che condividono la passione per questo sport? Personalmente mi è capitato solo una volta nella vita ed avevo 16 anni. Il custode ci stava prendendo, anzi, ci prese a mazzate nel senso letterario del termine, con lo spazzolone di legno. Mai dolore è stato così dolce.

Ora permettetemi un piccolo vanto, qualche tempo fa vi ho parlato della GeVi Napoli, la squadra di Basket della nostra città e, ad oggi 19 febbraio 2024, mai nome fu più azzeccato. Generazione vincente perché facendo una ricerca su Google uscirà fuori una sorpresa, dei fuochi d’artificio ad attestare, appunto, una vittoria. Dopo diciotto anni. Un’altra società, altri giocatori, ma la gioia resta la stessa e quella la ricordo bene!

Vesuvio erutta, ormai canto di vittoria

Vesuvio erutta. Non letteralmente stavolta. Di nuovo queste note sentite solo qualche mese fa per il calcio hanno accompagnato i festeggiamenti che son stati più dolci che mai. Direte voi, abbiamo aspettato più di trent’anni per vincere di nuovo uno scudetto nel calcio, cosa saranno diciotto per una Coppa Italia di Basket!? Eh no, è una cosa diversa. Quanti di voi, prima di questo exploit, sapevano la differenza tra un fallo ed un’infrazione? Quanti di voi conoscevano il termine passi? O quanto fossero difficili e cervellotici gli schemi per arrivare a tirare una palla che entra in un canestro quasi della stessa misura?

Negli ultimi tempi ho assistito ad un aumentare di seguaci della GeVi Napoli e ne sono felicissimo. Fuori ai bar ed ai locali che trasmettevano la partita ieri c’erano gruppi di persone adulti, giovani ed anziani. Magari senza capire bene le regole, qualcuno forse si dato che ho sentito qualche commento tecnico niente male, ma si tifava per i nostri ragazzi.

72 Milano – 77 Napoli.

Cinque punti di scarto in una finale per la squadra che non arrivava assolutamente con i favori dei pronostici, credetemi, non sono affatto pochi. Finale per qualcuno al cardiopalma, gli ultimi 11 secondi son durati quasi cinque minuti tra time out, cambi e falli tattici ma, dal cellulare dal quale stavamo guardando non mi è parso mai che potessimo perdere la partita. Avevo questa sensazione, non so spiegarvi bene il perché ma la superiorità in ferocia è stata netta, nonostante l’ottima partita dell’Olimpia. Rispondevo alle domande del nuovo Albi, dopo il suo viaggio mistico, che mi chiedeva alcune cose tecniche e di regolamento, con l’ansia che si potesse perdere.

Che bello ragazzi quando quelli di Milano hanno smesso di crederci a due secondi dalla fine. Attenzione, non sto godendo per la sconfitta degli avversari, sto godendo per la vittoria della mia squadra (cosa che qualche giuria “imparziale” non ha fatto in altri contesti) così come hanno fatto i ragazzi. Di nuovo rivincita sociale, di nuovo Napoli in cima. Di nuovo! Quinto tempo, rispetto per l’avversario sempre, e via di corsa a festeggiare.

Lo sport che ci piace, lo sport che non ha nulla a che vedere con i milioni di dollari americani, lo sport in cui un passi viene chiamato, una doppia fischiata, in cui, a prescindere dal nome che porti dietro la maglietta ed ai soldi che la tua risonanza mediatica fanno incassare alla lega in cui giochi, sei uguale agli altri e come tale devi comportarti. Rispetto delle regole.

Scusate, sono da sempre un tifoso anche NBA ma, soprattutto ultimamente, sembra diventato un altro sport e le partite come quelle di ieri sera mi fanno ricordare cosa voglia dire sputare sangue e sudore, cosa voglia dire vincere ed essere felici.

Quando accade da ultimi della classe poi, ancora più bello. Fatemi impettire stamattina che son felice, continuano a considerarci pecore nere? Ci comporteremo in modo tale da farli ricredere, per quello che ci possa interessare, noi conosciamo la nostra eticità, quella del lavoro e del sacrificio e stavolta non sto parlando solo di basket…

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