Vesuvio erutta!

vesuvio erutta

No, non è calcio, è musica!

Facciamo di questa lettura un’esperienza? Dai, interagiamo un po’. Se potete, prima di continuare, ascoltate “Wind of Change” degli Scorpion, poi riprendete (i ragazzi della redazione hanno creato una playlist su Spotify e poi le mettono a piè pagina, quindi non avete scuse).

Bene, ora che avete sentito quel fischiettare, possiamo andare avanti.

9/11/1989. Sicuramente sarà la data di nascita di qualcuno di voi e scusate se gli auguri vi arriveranno in ritardo, ma, più nello specifico, è un giorno che ha segnato un cambiamento epocale nella storia dell’umanità. La caduta del Muro di Berlino.

Non è una lezione di storia, sereni, potete restare!

Spiegamoci meglio

Perché questo preambolo? Per capire il contesto. Quegli anni sono stati forse il periodo più fiorente se parliamo di sperimentazione musicale e forza, dura e delicata, nel raccontare storie di paure e cambiamenti, di ribellione legata alle ingiustizie. Musica rock, pop, punk. Si pensi ad “I Want to Break Free” dei Queen che è si una canzone del 1977, quindi parliamo di 12 anni prima della caduta, ma divenne indirettamente un grido di libertà e di speranza per chi, in quegli anni, ha patito fame e sofferenze e di chi, pur non soffrendone, guardava oltre le “differenze”. Oltre il muro. Cominciate a vedere qualche similitudine? Le Quattro giornate vi evocano qualcosa?

Ricordate qualche mese fa? La città ha vissuto una festa a cielo aperto per mesi, tutto grazie allo sport. Intendiamoci, Napoli è sempre stata una città turistica ma volete mettere il boom che è scoppiato grazie a ciò che, finalmente, le televisioni nazionali hanno fatto vedere? A ciò che dai social si è mostrato? La nostra città ha sempre sofferto della sindrome del Muro di Berlino (me la sono inventata adesso, nel caso rivendico i diritti). Siamo sempre stati visti come quelli dall’altra parte del muro, quelli che sì ok, ci sono, ma se li evitiamo è meglio, quelli di cui ai TG hanno sempre e solo mostrato pistole, pizza e mandolino.

Napoli è di più. Napoli è cultura, storia, Napoli è la città in cui è sepolto, dopo averci vissuto per anni, Giacomo Leopardi, dicono ci sia la tomba di colui che ha ispirato il culto dei vampiri, del Conte Dracula, a Napoli c’è una delle sculture più famose e visitate al mondo, il Cristo Velato (guagliù, per chi non l’ha visto cartellino giallo. Fatevi catturare dal momento, svuotate la mente ed imprimete quell’immagine) e, per tornare in ambito musicale, sapete qual è il Teatro d’Opera più antico del mondo ancora in attività? Il Real Teatro di San Carlo. Sapete dove si trova? Esatto, Bolzano! Burloni…

Vesuvio erutta, tutta Napoli è distrutta!

Non rinneghiamo la tradizione. A pizz è bell, o mar o tenimm ed il mandolino o sapimm sunà, ma facciamoci conoscere per più di quello che l’esterno, l’altra parte del muro, pensi siamo. B&B pieni, alberghi ed hotel senza camere libere, strade mai viste così piene di persone attirate da un unico evento, lo scudetto del Napoli, ma rimaste affascinate, innamorate. Persone che ritorneranno sicuramente perché sì, Napoli può essere una città difficile, ma come sa abbracciarti Lei, nessuna mai (dai amore, questo non è tradimento).

Vesuvio erutta, tutta Napoli è distrutta” sulle note di “Freed from Desire” (che bella la dance anni ’90) in risposta al becero “Vesuvio lavali col fuoco”, la ricordate? Sicuramente sì. Una risposta a chi ha provato per anni ad offenderci, a denigrarci. Ci son riusciti? Beh, penso abbiano ottenuto il risultato opposto. Grazie per l’idea originale, noi l’abbiamo remixata.

La madre degli stolti è sempre incinta

La gioia, la festa, il pianto di grandi e piccini che si sono ritrovati, per una sera, al centro delle cronache non nere. Ci hanno provato e ci provano eh, qualcuno quel muro proprio non vuole venga abbattuto, ma a ben vedere la rivalutazione c’è stata, i bambini di oggi possono tornare a sognare se noi adulti continueremo così, a cambiare il vento, a dimostrare che civiltà e Napoli nella stessa frase non solo stanno bene, ma sono d’obbligo. La madre degli stolti è sempre incinta, vero, ma quello è come Thanos, ineluttabile, avviene in tutto il mondo, sta a chi non appartiene a quella famiglia continuare a fischiare quel motivetto, per muovere il vento del nuovo. Se poi non vi piace va bene anche “‘O Surdato ‘Nnammurato”.

Preso picconi e martelli? Questo muro non si abbatterà da solo. Jamm a fischià!

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