Vico Donnaregina, un vicolo della cultura a Napoli

Vico Donnaregina, un vicolo della cultura a Napoli

Da Frida Khalo a Michela Murgia: un vicolo a Napoli per celebrare le donne

Parlare di donne e scrivere di queste meravigliose creature solo l’8 marzo o il 25 novembre (giornata internazionale contro la violenza sulle donne) è facile. La vera rivoluzione sta nel farlo ogni giorno, ricordarlo ogni giorno, gridarlo ogni giorno.

E, oltre alle parole, un compito importantissimo è quello che svolge l’arte, come da monito, un faro che ci ricorda ogni volta lo stesso importante messaggio. Questo è esattamente quello che sta succedendo in un vicolo di Napoli dall’8 marzo.

Inaugurato il terzo vicolo della cultura partenopeo

Nella giornata internazionale dedicata alle donne è stato inaugurato il terzo vicolo della cultura della città dedicato proprio a loro. E noi ce lo siamo fatti raccontare da Maria Prisco, attivista e presidente dell’associazione Vicolo della Cultura: ”Il vicolo delle donne nasce perché su via Duomo, una delle strade più importanti di Napoli, c’era un vicoletto buio e malcurato, Vico Donnaregina“.

Un vicolo che ospitava una libreria di due giovani coraggiosi, Anna e Andrea, che hanno sfidato ogni cattiveria e sfortuna per continuare a tenere aperta la loro attività. “Nasce perché è un vicolo che ha resistito alla bruttezza e alla deturpazione. E se pensi a chi resiste, a chi non molla, a chi deve lottare ogni giorno per sopravvivere, tu a chi pensi? A una donna. Il vicolo nasce così, pensando al coraggio, alla forza, alla potenza di chi con il suo talento ce l’ha fatta”.

Le artiste che hanno realizzato le opere sono Trisha Palma e Giulia Pagano, due pittrici che hanno già collaborato con il Vicolo della Cultura a Rione Sanità. Sono due giovanissime artiste con un talento incredibile che, nonostante le difficoltà, hanno scelto di rimanere qui a Napoli e cambiare la loro città. E quindi sulla scelta non c’è storia, “chi se non loro?”, sottolinea Maria.  

Volti di grandi donne

Le opere realizzate nel Vicolo vedono i volti di Frida Khalo, Artemisia Gentileschi, Rita Levi Montalcini, Matilde Serao e anche Michela Murgia, ma queste sono solo alcune delle donne raffigurate: “Abbiamo pensato di scegliere donne diverse. Di diversa nazionalità ed estrazione sociale, donne con diverso talento e diverse storie, per dire alle bambine: tu puoi essere ciò che vuoi.

Una scienziata, una scrittrice, un’artista, una partigiana, una direttrice di giornale, tu puoi essere tutto e scegliere di cambiare il mondo con il tuo talento. Nessuno potrà mai dirti cosa devi essere. E poi Artemisia… Artemisia è stata la prima donna ad affrontare un processo per stupro. Anche stavolta, chi, se non lei? “, spiega ancora Maria Prisco.

In queste settimane, come giusto che sia, il Vicolo ha attirato tantissima curiosità dei napoletani stessi e dei turisti e, alla mia domanda sulla reazione delle persone, Maria mi ha risposto così: ”Mentre ti parlo mi emoziono. Ti racconto solo che si fermano bambine a volte che hanno appena iniziato a leggere, e quando leggono le frasi di queste donne, chiedono spiegazioni alle loro madri, chiedono perché qualcuno dica “non staremo zitte”. In fondo, perché qualcuno mai dovrebbe zittirci? Eppure succede.
Vedere come quel vicolo porti a riflettere, a crescere, a soffermarsi, per noi è la più grande delle vittorie. Non potremmo essere più orgogliosi di così
.”

Quello di Donnaregina non è il primo bensì, come già anticipato, è il terzo vicolo della cultura in città. Dopo i primi due nella Sanità, è la prima volta che i ragazzi dell’associazione si spostano dal quartiere d’origine. Quindi la domanda vera è: ne nasceranno ancora? ”Ti rispondo così – mi dice Maria Prisco –  il mondo può cambiare un vicoletto alla volta e noi ci siamo, corriamo, creiamo. Siamo una squadra di giovani che ha deciso di restare qui nonostante le difficoltà e non ci arrenderemo. Però ti faccio uno spoiler, non nasceranno solo a Napoli, solo in Campania.

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