Villa Ferretti, dalla confisca alla rinascita culturale

Villa Ferretti

Uno sguardo a Villa Ferretti, oggi luogo di speranza e di rinascita nel comune di Bacoli

L’estate si avvicina ed è d’obbligo conoscere i luoghi da esplorare in Campania, come il magico parco chiamato Villa Ferretti.

Forse non tutti conoscono questo luogo situato ai piedi del Castello di Baia, a Bacoli. Una villa che ha avuto diverse vite e che oggi è sito di interesse, soprattutto per i più giovani, grazie alla sua convenzione con l’Università degli Studi di Napoli Federico II, ma anche grazie al suo essere adibito alla ricreazione, data la presenza di una spiaggia libera e di un ampio giardino verde.

La confisca e la ripresa

Dimora dell’Ottocento, per anni è stata lasciata così, degradata ed abbandonata. Dopo diversi passaggi di proprietà della villa, certificati dai registri immobiliari dell’epoca, essa sarebbe passata da Luisa Ferretti ad Antonio Barbato fino a Giuseppe Costigliola nel 1990, rimanendo in quel periodo completamente abbandonata. A seguito di una sentenza emessa nel 1997, il Tribunale di Napoli confisca la villa, scoprendo il legame tra quest’ultima e il capo-clan di Secondigliano, Rosario Pariante.

Villa Ferretti è dotata di una posizione mozzafiato, affaccia infatti sul mare di Bacoli, proprio ai piedi del Castello Aragonese. Sarebbe stato un vero peccato lasciare questo luogo a se stesso date le sue potenzialità. Per questo motivo, il Comune di Bacoli ha scelto di metterla a nuovo, dando vita così, non solo alla ristrutturazione di un nuovo sito naturale, colorato dal verde del suo parco pubblico e dal blu del mare che lo bagna, ma anche ad un messaggio di speranza e di rinascita culturale.

La concessione della villa all’Università Federico II

Nel 2021 mediante una convenzione, la struttura della villa è stata affidata all’Università Federico II di Napoli, al fine di rappresentare una sede distaccata e di approfondire i percorsi di studi sull’archeologia subacquea e la biologia marina. Un progetto positivo ed educativo, simbolo di volontà di cambiamento e di impegno sociale. Con la concessione della villa all’Università, le è stata donata una nuova vita, degna del valore e della ricchezza che quest’ultima possiede.

I ritrovamenti

La villa conserva perfettamente anche i resti di una domus imperiale dell’epoca romana, in particolare pareti in opus reticulatum. Ciò risulta sorprendente considerate le diverse fasi di ristrutturazione che la villa ha affrontato. Inoltre, è stata ritrovata una maschera risalente a 2000 anni fa, destinata probabilmente all’ornamento di una fontana.

L’accesso a Villa Ferretti

Aperta dal martedì alla domenica dalle 9.30 alle 18.00, il parco offre numerosi eventi, soprattutto in estate, diventando anche luogo di rappresentazioni musicali e teatrali. L’accesso alla spiaggia, totalmente libero, prevede anche la possibilità di fruire gratuitamente delle attrezzature come ombrelloni e lettini.

Grazie alla cura e all’attenzione verso questo luogo, è stato possibile garantire la trasformazione di esso in un vero e proprio sito di aggregazione sociale e culturale. Modello esemplare per tutte le strutture abbandonate e con forti potenziali presenti oggi in Campania.

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