Virna Lisi: l’antidiva per eccellenza

Virna Lisi

L8 novembre 1936 nacque Virna Lisi, una delle attrici più belle e amate del cinema italiano e internazionale

La carriera di Virna Lisi iniziò negli anni 50 e di distinse non solo per il suo talento ed i suoi numerosi successi, ma anche perché fu costellata di importanti rifiuti dell’attrice ad interpretare ruoli che non rispecchiavano i suoi valori e la sua personalità.

L’attrice infatti, si adeguò solo in parte e mai troppo a lungo ai compromessi del successo. Aveva un carattere forte, duro, legato alle radici e alla famiglia creata con Franco Pesci.

Virna Lisi rinunciò ad essere la nuova Marylin Monroe e fuggì dalla Mecca del cinema

I “no” della Lisi ebbero inizio quando le proposero la parte della Bond girl accanto a Sean Connery in Dalla Russia con amore, nel1963. Successivamente, rifiutò il ruolo che Ferzan Ozpetek aveva scritto per lei in Cuore sacro e che fu poi assegnato a Lisa Gastoni.

Nel 1964 approdò poi ad Hollywood, firmando un contratto con la Paramount che la impegnava a interpretare due film all’anno per sette anni. La famosa casa di produzione, la scelse come degna erede di Marilyn Monroe. Per questo la Lisi recitò, accanto a Jack Lemmon, nel film che doveva essere interpretato dalla “Diva” per eccellenzaCome uccidere vostra moglie.

I responsabili della Paramount si convinsero sempre più di aver trovato la nuova Marilyn. Al contrario, per Virna Lisi, quel periodo fu difficile e determinante: quei capelli ossigenati, quelle ciglia finte, quel trucco pesante e quelle “strane risatine” da sfoderare in pubblico, erano troppo lontani dalla sua vera natura.

Per questo, decise ben presto di abbandonare quel gioco che incrementava il successo, ma la allontanava dalla autenticità. Nel 1968, infatti, Virna Lisi rifiutò il ruolo di Barbarella e decise di tornare in Italia, lasciando per sempre la Mecca del cinema, un mondo che le appariva futile, superficiale e vuoto.

La rescissione del contratto ebbe conseguenze economiche molto importanti tanto che per sette, otto anni l’attrice lavorò gratis in Italia per versare agli americani i suoi compensi.

Lisi, attrice di grande successo
Lisi, attrice di grande successo

L’intervista con Oriana Fallaci e l’attesa impaziente della terza età

Nel 1964, l’attrice aveva in realtà già anticipato alla grande Oriana Fallaci, durante una famosa intervista, le sue reali intenzioni, l’immagine della bambola sexy le andava sempre più stretta:

A volte mi guardo allo specchio, non mi riconosco e penso sbalordita: Ma chi è quella scema? Non durerò mica a lungo a fare la Monroe […] E’ già assurda l’idea di sostituire una persona con un’altra persona, figuriamoci sostituire la Monroe, con me poi, con quel pochino di seno che mi ritrovo. Non che sia una questione di seno, s’intende, è che sono diversa fisicamente, psicologicamente, emotivamente“.

Inoltre, Virna Lisi viveva come una condanna la sua bellezza:A volte la bellezza mi ha dato fastidio, mi ha precluso dei ruoli e questo mi ha addolorata. Io attendo con impazienza le rughe, la vecchiaia: potrò interpretare ruoli più intelligenti

Tornata in Italia, l’attrice collaborò infatti con registi importanti come Pietro Germi, Liliana Cavani, Dino Risi, Mario Monicelli, Alberto Lattuada ed ebbe sempre più modo di interpretare i personaggi che preferiva e e di dimostrare le proprie doti di interprete.

La sua salvezza è stata la famiglia

La vera forza di Virna Lisi, come lei stessa ammise in più interviste, è stata l’integrità morale, la rigida educazione ricevuta dai suoi genitori e le umili origini:

 «Prima i miei genitori, poi mio marito, gente normale, semplice, borghese: sono stati la mia base di cemento e per questo non mi sono mai sbandata, com’è accaduto ad altre, che sono diventate famose per la loro bellezza, poi mandate allo sbaraglio, finite alla deriva… io, invece, sono stata protetta».

Ricordò sempre da dove era partita, rimanendo sempre con i piedi per terra e non si montò mai la testa:

Ma quale diva! Mi sono sempre e soltanto ritenuta un’ attrice: non mi sono mai montata la testa e non mi sono mai pentita dei no che ho detto. Dentro di me sono sempre rimasta una donna normale con i piedi ben piantati a terra, anche quando giravo per Los Angeles in limousine, con parrucchiera, truccatore, massaggiatore a bordo“.

La famiglia era la sua ancora di salvezza. Infatti, sapere di avere radici profonde e spalle sempre coperte da persone che la amavano, ha permesso a Virna Lisi di non essere dipendente né dal lavoro né dal successo.

Io ho sempre pensato che il successo sia importante ma, se dietro non c’è la famiglia, diventa pericoloso“.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.

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