Viviani e Scarpetta: un incontro possibile

La messinscena del capolavoro “Miseria e nobiltà” negli anni ’40 ad opera del grande autore stabiese e della sua compagnia

Viviani Scarpetta miseria e nobiltà: Raffaele Viviani ed Eduardo Scarpetta è un incontro “ideale” che può considerarsi ideale.
Quasi dicotomico tra due giganti della scena teatrale napoletana, eppure possibile, concretizzato proprio dal grande autore stabiese.

Nel 1940 Viviani mette in scena, con enorme successo, Miseria e Nobiltà di Eduardo Scarpetta. Questo evento potrebbe rappresentare un episodio marginale, ma in effetti Viviani compie un’operazione molto significativa e degna di attenzione. Non trasferisce, infatti, sulla scena solo il suo estro, ma riscrive l’originale di Scarpetta alla sua maniera. Opera una serie di interventi sul piano testuale che manifestano il suo originalissimo modo di riscrivere i testi; come aveva fatto già precedentemente con i testi di Pirandello, e di Petito. Questa particolare metodologia, denota un forte interesse da parte di Viviani verso la scrittura drammaturgica, una sua credibilità autorale che gli consente di ri-scrivere i testi in maniera certamente originale, come dimostrano le numerose varianti d’autore.

Gli anni Quaranta, un decennio difficile

Gli anni Quaranta sono anni estremamente difficili per Viviani, a causa delle difficoltà di inserimento nei circuiti nazionali e nei teatri più importanti. Il drammaturgo, quindi, preferisce lavorare esclusivamente come attore ed interpretare testi di altri autori come Ernesto Grassi (La casa delle ortensie), Alfredo Moscariello (Puro siccome un angelo, nella traduzione di Ernesto Murolo), Salvatore Ragosta (I cabalisti, Il pazzo sono io, ’O bello guaglione e Ti voglio malandrino) e Paola Riccora, pseudonimo di Emilia Vaglio (Fine mese), confermando il suo forte impegno personale e l’inevitabile bisogno di recitare sempre e a qualunque costo, come racconta nella sua biografia. Nel 1940 Viviani interpreta, sempre con grande successo, Miseria e nobiltà di Eduardo Scarpetta, Chicchignola di Ettore Petrolini e La sera del sabato di Guglielmo Giannini.

L’interesse per Scarpetta

In questi anni si colloca dunque l’interesse di Viviani per uno dei rappresentanti più significativi del teatro napoletano: Eduardo Scarpetta.
I rapporti tra i due commediografi sono antichissimi, come dimostra un biglietto inviato da Scarpetta a Viviani, datato 24 ottobre 1914.

La ripresa della commedia e il grande successo personale di Viviani confermano il suo straordinario talento coadiuvato da una Compagnia eccellente; di cui facevano parte la sorella Luisella, Vincenzo Scarpetta, Salvatore Costa, Anna Pretolani, con la regia di Vittorio Viviani e i costumi di Umberto Onorato.

Nel copione utilizzato da Viviani per la messinscena si riscontrano interessanti modifiche, operate da Viviani, rispetto all’originale di Scarpetta.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.

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