Vogue Italia: The Napoli Issue

Vogue Napoli

Vogue Italia racconta Napoli, con scorci di vita vera, di bellezza e stile

Per noi giovani wonderluster, sempre alla ricerca di qualche posto lontano da scoprire, le restrizioni degli ultimi mesi, ahimè, ormai anni, non hanno di certo aiutato.

Provando ad “accontentarci” di quello che abbiamo sotto il naso, non ne siamo sicuramente rimasti scontenti.

È per questo motivo che Vogue Italia del mese di agostoha deciso di omaggiare una città italiana, la capitale del Regno delle Due Sicilie. Signore e signori, Napoli.

Dopotutto, come ci fa notare Emanuele Farneti, direttore di Vogue Italia, la parola Italia inscritta nel logo vorrà dire qualcosa:

Questo mese raccontiamo un luogo che non conosce pregiudizi, che oggi come ieri accoglie scrittori, artisti, filosofi. Un laboratorio multiculturale ribollente e imprevedibile, grazie ai contrasti che ospita. Misterioso e magico. Ma soprattutto libero”.

Un esperimento riuscito quello di Vogue Italia, che racconta storie di vita, approfondisce tradizioni… Restituisce una Napoli malinconica, romantica, reale cattura l’identità mutevole di una città immortale.

Perché Vogue Italia sceglie proprio Napoli?

Volevamo regalare a chi ci legge e guarda da lontano, qualche angolo di cielo italiano e il profumo della nostra estate, molto attesa e mai come quest’anno senza dubbio meritata” – afferma Farneti.

Il grande Eduardo De Filippo diceva che Napoli è un teatro antico, sempre aperto: è disordinata, caotica, rumorosa, cromatica.

È proprio questa esplosione di colori naturali, di scenari improvvisati, che viene catturata da fotografi e accentuata dagli stylist, in questo pittoresco set fotografico alla luce del sole (come d’altronde è stato già fatto in passato, vedi D&G). 

Non troverete la Napoli da cartolina, ma scorci di vita vera, di bellezza e stile”.

Niente può essere paragonato a Napoli.

T’accumpagno vico vico [..] e capisce comm’e’ bella ‘a citta’ ‘e pulecenella

Napoli è fatta di sapori, profumi, rumori, sensazioni. La bellezza vera è quella inaspettata, silenziosa, nascosta. Quella che scorgi da qualche porta di casa spalancata sulla strada, magari per il troppo caldo. A Napoli, nei vicoli non c’è privacy, ma nessuno la reclama. 

La bellezza la ritrovi nella voce di un vecchietto che muore dalla voglia di conversare, tramandare e infonderti quella saggezza di cui non sapevi aver bisogno.

Affinchè in questo afoso agosto possiate lasciarvi ispirare dalle pagine di Vogue Italia, ecco alcuni dei temi trattati all’interno di quella che è considerata la migliore rivista di moda del mondo.

Napoli città-mondo, pag. 24

A Napoli c’è posto per tutti, da sempre. 

È un terreno in cui germogliano da sempre semi di diversità e inclusività, e che oggi è fertile per nuove esperienze artistiche di respiro internazionale” – prosegue Farneti.

L’accoglienza del diverso nella città di Napoli ha radici profonde. La figura della “femmenèlla”, ad esempio, gode di una posizione privilegiata. 

Il “femminèllo” non è una discriminazione anzi, è parte fondamentale del folklore napoletano. A Napoli è una persona rispettata e secondo la tradizione, sacra. Coloro che avevano questa doppia natura, maschile e femminile, venivano ritenute dal popolo preferite da Dio, e unici in grado di dispensare consigli sia a uomini che a donne.

In un mondo in cui l’omosessualità andava punita, i napoletani sono andati oltre, accettando questa realtà, ed esaltandola come solo loro sanno fare.

Si prevedono grandi cose, pag. 50

Sulla scia della grande tradizione sartoriale maschile, la nuova generazione di designer dal sangue partenopeo, ma sempre e comunque cittadini del mondo, assimila, reinterpreta e attualizza i classici della sartoria napoletana.

Questo numero di Vogue Italia, secondo il suo direttore:

Dà voce a persone che da qui a un certo punto della vita hanno deciso di partire, eppure fatalmente vi fanno ritorno, portando il loro contributo a una stagione nuova”.

Ecco che il vecchio si fonde con il nuovo, ormai impregnato di concetti e idee contemporanee come inclusività, gender-fluidity e sostenibilità.

Vogue Italia, Made in Campania, pag. 96

I fotografi e gli stilisti di #PhotoVogue coinvolti nella realizzazione di #TheNapoliIssue di Vogue Italia, vanno oltre la celebrazione dei cliché locali.

Jo Fetto dice: “Siamo stanchi della Napoli machista. C’è una vera cultura queer in città e noi volevamo ritrarla [..] È la Napoli di oggi: un crogiolo culturale molto inclusivo… allo stesso tempo, rendere omaggio ai personaggi forti che ci hanno ispirato durante l’infanzia”.

Quindi la Napoli dei simboli, dei costumi e delle tradizioni. In copertina infatti, fa da sfondo (o forse da protagonista) un murale del Diez, recuperato dall’artista Salvatore Iodice.

Ancora, un omaggio alla tradizione nuziale napoletana: i legami tra i luoghi e le memorie, performance e vitasono state il punto di partenza per il fotografo Carmine Romano e la stylist Roberta Astarita.

Il set si è trasformato in una vera famiglia che includeva le nostre madri, amici, una coppia lesbica, seconde generazioni… – fanno sapere i due.

Un orizzonte nuovo, pag. 99

Napoli, come le nostre sirene, è imperfetta, ma a modo suo meravigliosa.

Volevamo evitare ciò che contamina il cuore della città e ricordare che qui hanno avuto origine le sublimi tradizioni di sartoria, musica e letteratura.

Questo numero è sì un inno alla bellezza, ma è soprattutto un credo nel potenziale di quei fiori volenterosi, che passato l’inverno sono finalmente pronti a sbocciare.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.