Walt Disney Company: quasi 100 anni di cartoni

Walt Disney

Il 16 ottobre 1923 i fratelli Walt e Roy Disney davano vita alla Walt Disney Company, la casa di produzione che da quasi 100 anni ci fa sorridere con i suoi cartoni animati (e non solo)

In questo stesso 16 ottobre di 98 anni fa, Walt Disney, assieme a suo fratello Roy, dava vita alla Disney Brothers Cartoon Studio, a Bourbank. La compagnia di produzione di cartoni animati cambiò nome diverse volte nel corso della sua storia. Divenne, infatti, Walt Disney Studio nel 1926, Walt Disney Productions nel 1929 ed infine Walt Disney Company nel 1986. Ma questa non è l’unica cosa che (forse) non sapevate dell’incredibile storia della Disney.

“Se puoi sognarlo, puoi farlo.”

Walt Disney

Dalle origini a Topolino

La prima creazione della Disney non fu Topolino. Ebbene sì, c’è stato qualcun altro prima di lui. Ma andiamo con ordine.
Il 16 ottobre del 1923 la neonata Disney Brothers Cartoon Studio iniziò a produrre le Alice Commedies (una serie di corti con protagonista una bambina e dei cartoni animati). Dopo il successo di tali corti, Walt Disney fu ingaggiato da Charles Mintz per creare una serie animata. Nel 1927 vide quindi la luce il primo vero personaggio di Walt Disney: Oswald il coniglio fortunato. Tuttavia, la fortuna del coniglio apparteneva alla Universal, così come i diritti del personaggio. Walt non fu molto contento della cosa e creò un personaggio che fosse interamente suo, ovvero il Topolino che tutti conosciamo.

Steamboat Willie e Biancaneve

Topolino (o Mickey Mouse per i puristi), esattamente come Oswald fu creato in collaborazione con Ub Iwerks (famoso per gli effetti speciali de “Gli Uccelli” di Hitchcock), ma ebbe una fama decisamente maggiore. Il successo del topo più famoso al mondo arrivò nel 1928 col terzo cortometraggio che lo vedeva protagonista (ma il primo sonorizzato): Steamboat Willie, in cui apparvero anche Pietro Gambadilegno (già presente in precedenti corti, ma rivisitato) e la controparte femminile di Topolino: Minnie. Soltanto 9 anni dopo, la Disney diede vita al suo primo lungometraggio animato: Biancaneve e i sette nani.

Il Fu Walt Disney

L’avvento della seconda guerra mondiale fu matrice di grandi crisi per tutti: inclusa la Disney. Tuttavia, l’azienda di Walt riuscì a riprendersi facilmente e piuttosto in fretta. Nel 1947, infatti, la società dichiarò di essere riuscita a sanare di almeno 1.200.000 dollari il suo debito. Un risultato incredibile, raggiunto in pochi anni.
Grazie alla rapida ripresa, la Walt Disney potè dare il via al primo dei suoi parchi divertimenti a tema: Disneyland (quello in California). Era il 1955. Undici anni dopo da quell’evento, Walt Disney morì per un cancro ai polmoni. A prendere le redini della società fu suo fratello Roy.

Un po’ di numeri

Da quando Roy subentrò al comando furono effettuati pochi cambiamenti all’interno della società, cambiamenti già noti a tutti (dalla creazione della Disney Interactive, specializzata in videogiochi, alla più recente acquisizione della Fox). È chiaro, quindi, che la Walt Disney Company sia un colosso commerciale. Ma quanto grande? Vi basti pensare che a gennaio la Disney contava un fatturato di ben 16,3 miliardi di dollari. Sicuramente in calo ai 20,9 dell’anno precedente, ma un calo comprensibile dettato dalle difficoltà della pandemia. Tuttavia, nel giro di un anno, la Disney è riuscita a triplicare il numero dei suoi abbonati a Disney+, arrivando a 94,9 milioni di abbonati.

Tanto lavoro per i legali di Walt

La Walt Disney, per quanto sia un colosso, non è immune alle controversie e ve ne sono per tutti i gusti. Si va dalle numerose accuse di abusi sugli animali, alle folli (ma non troppo) accuse relative ai messaggi subliminali presenti nei cartoni, al lavoro di Richard Williams. Ma la controversia più importante è di certo quella con la Dreamworks. Tutto nato per colpa (o grazie, dipende dai punti di vista) di un ruolo negato: a Jeffrey Katzenberg fu negato il ruolo di amministratore delegato, dunque si dimise e fondò nel 1994 la Dreamworks, insieme a Steven Spielberg e David Geffen.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.