Yoga Day 2021, il segreti di una pratica in continua crescita

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Si celebra oggi, in occasione del solstizio d’estate, la settima Giornata Internazionale dello Yoga

Non solo il primo giorno d’estate. Oggi, 21 giugno 2021, ricorre la settima Giornata Internazionale dello Yoga. Un appuntamento oramai irrinunciabile per i 200 milioni di praticanti in tutto il mondo. Un’occasione da non perdere per tutti coloro che intendano approcciarsi a questa disciplina millenaria dagli straordinari benefici psicofisici.

Fortemente voluta dal premier indiano Narendra Modi, la proposta di istituire una Giornata Mondiale dello Yoga ebbe luogo il 27 settembre 2014, durante l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite:

lo Yoga è un dono inestimabile della tradizione antica dell’India. La parola significa unità di mente e corpo; pensiero e azione; dominio di sé e autorealizzazione; armonia tra uomo e natura; un approccio olistico tra salute e benessere. Non si tratta di esercizio fisico, ma di un mezzo per riscoprire la propria interezza e il senso di unità con il mondo e la natura.

Narendra Modi

Da quel momento, oltre 170 paesi del mondo hanno promosso la risoluzione, mentre 175 nazioni hanno co-sponsorizzato l’iniziativa.

La scelta della data non è casuale: in India, il 21 giugno è infatti chiamato Dakshinayana ed ha un alto valore simbolico. Esso segna il passaggio alla seconda parte dell’anno e coincide con il solstizio d’estate. Nella mitologia indiana, si tratta di un momento particolarmente favorevole per definire le proprie intenzioni, piantare i semi del cambiamento e purificare il corpo.

Un elisir di lunga vita

Lo Yoga è una pratica millenaria dagli straordinari benefici psicofisici. Non a caso sempre più persone, in Occidente, si avvicinano a questa disciplina affiancandola anche ad altre attività sportive.

Secondo una ricerca condotta dal Financial Times, dopo la crisi del 2008, lo yoga è diventata la disciplina più praticata nelle città di tutto il mondo coinvolgendo anche importanti manager stressati e uomini d’affari. A quanto pare sono sufficienti solo 25 minuti al giorno, tra yoga e meditazione, per attivare il cervello e l’energia, grazie al rilascio di endorfine e all’aumento del flusso sanguigno.

La parola deriva dal sanscrito e significa “unire”. Attraverso il respiro, mente e corpo si fondono in un unico gesto che dà vita a tutti gli esseri umani. 

Se praticata con costanza e regolarità, questa antica pratica contribuisce alla riduzione di ansia e stress, al miglioramento dell’elasticità e della forza fisica, a una maggiore capacità di controllo di sé e delle proprie azioni.

Lo yoga rende il corpo più forte e flessibile e calma la mente. A livelli differenti, lo yoga è praticabile da individui di tutte le età. Il che la rende una disciplina trasversale e adatta a tutti, capace quindi di contrastare l’inattività fisica, che è tra le principali cause di mortalità al mondo. Anche per questo le Nazioni Unite hanno voluto dedicare allo yoga una giornata internazionale.

Non solo: per l’influenza esercitata da questa pratica millenaria sulla storia dell’India e sull’evoluzione della sua società, nel 2016 l’UNESCO ha deciso di inserirla nella lista dei patrimoni dell’Umanità.

Tanti gli eventi dedicati allo Yoga Day

In tutto il mondo, il 21 giugno, è un vero e proprio proliferare di eventi dedicati allo Yoga: lezioni gratuite all’aperto, sessioni online e pratiche individuali, per fondere l’energia di ogni singolo movimento in un enorme e profondo respiro collettivo.

Tantissimi gli appuntamenti organizzati dall’Ambasciata dell’India a Roma, che quest’anno saranno organizzati con un modello misto fatto da lezioni di yoga, meditazione e conferenze online. In totale sono 14 gli incontri online sui canali social dell’Ambasciata, tra cui lezioni di Iyengar Yoga, lezioni di Gitananda Yoga, pratica di Ananda Yoga, oltre a conferenze tenute da grandi esperti.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.